Sono sempre più popolari e sempre più utilizzate. Stiamo parlando delle calze compressive, indossate oramai non solo dai podisti ma da tutti gli altri sportivi. In commercio ne esistono diversi tipi, a compressione modulata.

Scopriamo assieme cosa sono e quali benefici si ottengono utilizzandole.

Calze compressive

Calze compressive nello sport – Fonte: saluteopinioni.it

La nascita delle calze compressive

A prima vista qualcuno potrebbe pensare ad un fatto estetico. Invece le calze compressive hanno la loro utilità pratica. L’idea nasce nel campo medico dell’elastocompressione, ovvero la calza elastica da usare nel periodo post operatorio, per prevenire le patologie trombotiche. Infatti, può accadere che a causa di una malattia, di una ferita da operazione o a causa di una scarsa mobilità degli arti, il ritmo circolatorio rallenti.

In questo caso il sangue tende ad accumularsi, dando vita alla “stasi venosa“, condizione ideale per la formazione di trombi o di coaguli di sangue. Per evitare questi problemi, già da moltissimi anni si si ricorre alla calza elastica, chiaramente in unione con la profilassi farmacologica di eparina.

Beneficio principale per gli sportivi: riduzione del Doms

Il primo grande vantaggio fornito dall’uso delle calze compressive è la riduzione del Doms, ovvero dell’indolenzimento muscolare. Condizione che raggiunge il suo picco tra le 24 e le 48 ore dopo un’intensa attività fisica.

Sulla questione ci sono ricerche scientifiche ancora in corso. Ma si ipotizza che la compressione delle calze diminuisca l’oscillazione muscolare, migliorando la neurotrasmissione e e l’efficienza meccanica a livello molecolare. Eventi che a loro volta riducono il danno muscolare da stress.

Altri benefici

La calze compressive riducono la stasi venosa. Di conseguenza, con l’aumento del ritorno venoso dalle gambe al cuore, aumenta anche la gittata cardiaca a ogni battito, grazie al maggior volume di sangue in movimento. Il risultato è che i muscoli ricevono più sangue ricco di ossigeno.

Inoltre il maggior ritorno venoso determina lo smaltimento delle scorie metaboliche. Tali scorie provocano dolori e stanchezza, sia durante la prestazione fisica che dopo, ai quali si associa la perdita di forza. Eliminando le scorie con l’uso delle calze compressive si riduce il rischio di incorrere in infortuni muscolari.

In più va ricordato che il contatto tra il tessuto e la pelle migliora la percezione del movimento e del gesto atletico in fase di esecuzione. Ciò riduce la dispersione di energia e aumenta l’efficienza nell’esecuzione dell’esercizio fisico.

Altro beneficio è l’effetto termico. Col freddo le calze tengono caldi i muscoli. Con il caldo il sudore espulso per raffreddare il corpo rimane uguale con o senza calze.

Dove e quanta pressione devono esercitare

Le calze compressive possono arrivare fino la ginocchio, in vita o ai polpacci. Non esistono dati che dimostrano la maggiore efficacia di un tipologia rispetto ad un altra. Pertanto basta regolarsi in base alla propria sensazione di comfort.

La pressione maggiore si ha sulla caviglia e deve aggirarsi tra i 20 e i 24 mmHg, diminuendo man mano che si sale verso il ginocchio.

Quando vanno indossate

Non esistono dati certi in ambito scientifico. I ricercatori non danno ancora certezze perché hanno a loro disposizione informazioni riguardanti un campione ancora troppo esiguo.

Pertanto bisogna ascoltare le opinioni di chi le usa da tempo. Pertanto si consiglia di utilizzarle per un minimo di 12 ore e un massimo di 24.

 

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