Gli infortuni nello sport sono all’ordine del giorno. Nel momento in cui si verificano, gli sportivi sono chiamati a scegliere tra una vasta offerta riabilitativa. Così vasta da rendere difficile la scelta.

In giro ci sono tante figure professionali, ma di solito lo sportivo non ha le idee ben chiare sulle singole competenze. La disinformazione provoca perdite di tempo e allontana il recupero dall’infortunio.

Innanzitutto occorre precisare che le professioni in ambito riabilitativo riconosciute dal Servizio Sanitario Nazionale sono le seguenti: ortopedico, fisiatra, fisioterapista. Poi ci sono quelle dell’osteopata e del chiropratico.

Per fare un po’ di chiarezza, vediamo quali sono le differenze in modo da capire meglio a chi rivolgersi tenuto conto delle singole condizioni.

Infortuni nello sport

Fisioterapia – Fonte: pedesini.com

Infortuni nello sport: l’ortopedico

L’ortopedia è una branca della chirurgia. Si occupa dell’apparato muscolo-scheletrico che permette il movimento. Parliamo di ossa, articolazioni, legamenti, muscoli, tendini e nervi.
L’ortopedico è laureato in medicina con specializzazione quinquennale. Essendo medico può prescrivere farmaci, esami diagnostici come la Tac e la risonanza magnetica.

E’ consigliabile rivolgersi ad un ortopedico se il trauma non si risolve con analgesici, antinfiammatori e riposo.

Infortuni nello sport: il fisiatra

Anche il fisiatra è laureato in medicina con la specializzazione di quattro anni, però non è chirurgo come l’ortopedico.

Il fisioterapista lavora soprattutto nelle strutture post-acuti. Centri per i pazienti che hanno subito un intervento o un ricovero. Quindi, per recuperare tutte le funzioni motorie, hanno bisogno di un percorso di riabilitazione.

Ad occuparsi dei pazienti c’è una squadra di professionisti composta anche dal fisiatra. Il compito dell’equipe è quello di occuparsi di tutti gli apparati e intervenire sulla disabilità in tutti i suoi aspetti.

Infortuni nello sport: il fisioterapista

La laurea in fisioterapia esiste dal 2001 con durata triennale. Il fisioterapista lavora privatamente o nelle strutture riabilitative pubbliche.

Come il fisiatra cura il paziente con l’obiettivo di restituirgli la massima efficienza possibile. Rispetto al fisiatra, non può invece prescrivere farmaci, esami diagnostici o tutori. Il fisioterapista può solo proporre tali interventi e quindi deve confrontarsi con altre figure professionali.

Il fisioterapista, come le due figure precedenti, può insegnare, svolgere attività di consulenza e fare ricerca.

Infortuni nello sport

Fisioterapia – Fonte: corriereuniv.it

Infortuni nello sport: esempio classico di riabilitazione

L’atleta ha subito una brutta caduta riportando la rottura del bacino. L’ortopedico interviene operandolo. Poi il paziente viene ricoverato in una struttura riabilitativa. A questo punto il fisiatra prescrive farmaci ed esami. Il fisioterapista prende sotto le sue cure il paziente insegnandogli di nuovo a camminare in modo corretto, senza scompensi e rischio di ricadute.

Infortuni nello sport: l’osteopata

L’osteopata tratta le stesse patologie del fisioterapista, partendo da un punto di vista differente. L’osteopatia adopera le manipolazioni delle ossa perché crede nella capacità di autoguarigione del corpo se in salute sotto l’aspetto meccanico.

La fisioterapia ritine invece che il problema possa nascere anche dalle altre strutture: muscoli, legamenti, tendini, nervi.

L’osteopatia non si occupa solo del movimento ma anche delle altre funzioni fisiologiche, sempre sulla base del principio che il copro può guarire manipolando le ossa.

La figura dell’osteopata in Italia non è riconosciuta dal Sistema Sanitario Nazionale. Un primo percorso di formazione prevede master post laurea di I o II livello a cura delle università. Il secondo percorso formativo dura 6 anni ed è organizzato da associazioni private, con 5-8 seminari l’anno di 3-5 giorni ciascuno.

Infortuni nello Sport

Osteopatia – Fonte: donnamoderna.com

Infortuni nello sport: il chiropratico

La chiropratica ritiene che il corpo è in grado di autoguarirsi se il sistema nervoso funziona correttamente. In particolar modo la colonna vertebrale che protegge il midollo spinale.

Nella maggioranza delle nazioni la chiropratica è considerata una medicina alternativa che offre suggerimenti anche sullo stile di vita.

In Italia non c’è un percorso di formazione riconosciuto e non sono stati stabiliti i requisiti necessari per svolgere l’attività di chiropratico.

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